Centola Palinuro. Il PUC dei sogni (altrui). Nuovi resort mentre tutto va all’asta.

Un applauso d’incoraggiamento!
Dopo oltre vent’anni di gestazione (sorvolo sull’infausto e goffo tentativo del 2018), il PUC di Centola Palinuro è stato adottato. Il Comune di Centola – il ridente angolo di Cilento che per 40 giorni all’anno balza alle cronache estive e ripiomba nel letargo per i restanti 325 – ha stilato la lista dei desideri per la pianificazione urbanistica.

Nelle buone intenzioni il PUC di Centola Palinuro adottato delinea una strategia di sviluppo che dovrebbe bilanciare la tutela ambientale con la crescita socio – economica in un contesto caratterizzato dalla ben nota vocazione turistica.

Leggendo i numeri con un briciolo di attenzione e logica emerge un piano redatto per una dimensione virtuale. E’ proprio la base di dati da cui il PUC prende le mosse, infatti, che offre spunti di riflessione critica sulla sostenibilità e coerenza dello strumento urbanistico rispetto al contesto sociale ed economico in cui si innesta.

PUC Centola Palinuro: meno residenti, più cemento?

Partiamo dalle fondamenta del capolavoro di urbanistica: la dinamica demografica.
Se c’è una cosa che il Piano Urbanistico Comunale di Centola Palinuro adottato evidenzia con indiscutibile lucidità, è che il Comune sta invecchiando e si sta spopolando.

  • Popolazione residente 2011: 5.073 abitanti;
  • Popolazione residente 2025: 4.954 abitanti (2.535 uomini e 2.419 donne);
  • Indice di vecchiaia: un salto acrobatico da 144,4 anziani ogni 100 giovani nel 2014 a un ben più maturo 200,3 nel 2018;
  • Disoccupazione giovanile: punte locali fino al 40%.

Nella parte programmatica il PUC adottato lascia intendere che sono stimati a regime:

  • Alloggi potenziali: il PUC prevede la realizzazione di 90 nuovi alloggi potenziali;
  • Posti letto potenziali (Zone G): il piano programma un consistente incremento di posti letto suddivisi in diverse zone a destinazione specifica;
  • Insediamenti produttivi e turistici: sono individuate aree per impianti industriali e commerciali, con possibilità di ampliamenti e l’introduzione di nuove tecnologie. In particolare, la zona G11 è destinata ad attività commerciali e servizi socio-sanitari con interventi minimi di 5.000 mq.;
  • Infrastrutture programmate: una delle opere più rilevanti sarebbe la creazione di un’area per sport e spettacolo che include un palazzetto dello sport con 5.000 posti a sedere, ristorante, bar e centro commerciale, con un investimento previsto di circa 3 milioni di euro.

PUC Centola Palinuro: il potere delle zone G. In arrivo nuovi resort?

Per le residenze ci si è tenuti “schivi”.
Dove invece il PUC Centola Palinuro decolla, a leggere le relazioni, è nel comparto turistico-ricettivo (Zone G).

In un territorio dove la stagionalità turistica di Palinuro comprime i guadagni nel solo mese di agosto – arrivando al picco dell’occupazione e lasciando il vuoto nei mesi restanti – i “programmatori” hanno pensato bene di calare il poker:

  1. Zone G1 (alberghiero esistente): +159 posti letto potenziali, con un indice di fabbricabilità fino a 2,5 mc/mq e incrementi del 20%.
  2. Zone G2 (nuovo alberghiero): +319 posti letto con indice If=0,50 mc/mq e altezze fino a 13,50 metri.
  3. Zone G3 (villaggi albergo): l’imponente cifra di +603 posti letto potenziali.
  4. Zone G4 (affittacamere e B&B): +368 posti letto.

Il totale fa l’astronomica cifra di 1.449 nuovi posti letto turistici!
Un’espansione quantitativa imponente, se non fosse per un piccolo dettaglio storico riassunto proprio a pagina 176 dell’Elaborato A1: in passato, su circa 10 richieste avanzate per strutture analoghe (circa 1.500 posti letto), una sola ha visto la luce.
Ma la perseveranza, si sa, è virtù per gli ambiziosi!

Dati che lasciano perplessi considerandone anche degli altri:

  • Stagionalità estrema: (dati ISNART 2024) al Sud, in particolare nelle località balneari, l’occupazione delle strutture ricettive raggiunge il picco del 90-95% solo nel mese di agosto, lasciando pressoché il vuoto negli altri mesi;
  • Imprese turistico – ricettive in crisi strutturale: mentre ho sviluppato questo articolo dal portale delle vendite pubbliche del Ministero della Giustizia risultano in vendita all’asta un hotel a 4 stelle con 68 camere a Palinuro in loc. Piano Faracchio, e almeno altri 9 tra alberghi e pensioni in tutto il Comune di Centola;
  • Erosione costiera: la Campania (dati CNR – ENEA – ISPRA) è tra le regioni che soffre di più il fenomeno dell’erosione costiera: entro 20 anni si registrerà, anche a causa dell’innalzamento del livello del mare, una accelerazione del fenomeno;
  • Scarsa attrattività: il Mezzogiorno attrae solo il 20% dei flussi turistici nazionali (21,8 milioni di arrivi), con un rapporto di sole 4,3 presenze per abitante rispetto alle 10 della Spagna o 14 della Grecia, segno di una scarsa capacità di trattenere valore oltre il picco stagionale.

Dall’analisi dei documenti a corredo del PUC Centola Palinuro adottato emergono perciò elementi di riflessione sull’incoerenza del Piano rispetto a un’economia basata, pressoché esclusivamente, sul turismo balneare concentrato nel mese di agosto.

PUC Centola Palinuro: nuovi resort da sogno mentre alberghi storici sono all’asta!

Sappiamo tutti che una buona fetta del patrimonio edilizio locale è costituito da seconde case estive e da strutture ricettive in crisi economica divenuta strutturale.

Eppure lo strumento urbanistico proposto punta a incrementare i posti letto turistici!

Idealmente il PUC tende all’incremento dell’offerta turistica, ma come si coniuga questa intenzione col dato reale di un’economia arroccata sul turismo balneare che ha pressoché desertificato i centri abitati, in particolare Palinuro, per il resto dell’anno?

La mia critica più profonda al PUC Centola Palinuro è la seguente:
si insegue un’espansione quantitativa (in posti letto e nuovi insediamenti turistico – ricettivi) mentre il patrimonio edilizio esistente lotta per la sopravvivenza!

Il PUC programma nuovi posti letto con una domanda turistica da anni contratta, al più, in 30 – 40 giorni.

Chiaro che più offerta per lo stesso (o progressivamente minor) numero di turisti vuol dire guerra al ribasso dei prezzi, peggioramento dello standard di “turista medio” e, ancor peggio, un territorio ancora più disabitato.

Ciò che non mi spiego è che tutto ciò viene concepito in un contesto economico nel quale numerose strutture storiche sono finite all’asta, altre sono dismesse da decenni e, altre ancora, pur avendo cambiato gestioni e proprietà, faticano a rilanciarsi.

Segno tangibile dell’inadeguatezza del modello di sviluppo prescelto.

Insomma. Mentre il PUC Centola Palinuro apre a nuove edificazioni, le strutture esistenti si trovano in un limbo di crisi, degrado, o passano di mano a prezzi di liquidazione.
Mi sembra chiaro che nuove cubature turistiche in presenza di un patrimonio all’asta rappresentano una distorsione economica penalizzante.

Invece di prevedere premialità per salvare e rigenerare un patrimonio ricettivo esistente nel baratro, il Piano Urbanistico Comunale Centola apre le porte a nuova cementificazione turistica.

Eppure si legge nella stessa relazione generale del PUC Centola Palinuro che il tessuto imprenditoriale locale è afflitto da una “ridotta capacità dinamica” e da una grave “crisi immobiliare ed edilizia”.

Mi domando: a chi servono questi contenitori normativi pronti all’uso!?

Se il PUC mira a creare nuovi e lussuosi resort in “zone vergini”, senza un’inversione di rotta avremo cattedrali nel deserto e le strutture già esistenti non riusciranno mai a trovare la forza economica per riqualificarsi.

Il Palazzetto dello Sport. L’utopia megalomane di Centola Palinuro.

E’ chiaro che un modello del genere non è sostenibile. E’ incoerente col contesto in cui viene calato. Un modello per nulla ambizioso e totalmente scollato dalla realtà.

Lampante riprova ne è la scelta di prevedere un palazzetto dello sport da 5.000 posti.
Fai due calcoli veloci e ti accorgi che con 4.954 residenti (dati ufficiali al 2025), se anche tutti i cittadini di Centola si recassero contemporaneamente al palazzetto, avanzerebbero comunque 46 poltrone vuote!

Il tutto per la modica cifra stimata di 3.000.000 di euro. In un comune che fatica a garantire i servizi essenziali e la manutenzione ordinaria delle strade, è pura utopia: avanguardia di surrealismo amministrativo.

Insomma, le basi!

PUC Centola Palinuro. Da dove ripartire?

Sarebbe auspicabile cambiare il modello di sviluppo, pensando prioritariamente a creare le condizioni per ammodernare e rigenerare seriamente l’importante patrimonio residenziale e turistico – ricettivo esistente.
Sarebbe auspicabile dare priorità alla fruibilità e accessibilità al territorio, attrezzarlo con adeguati servizi e magari dopo, (ove dovessero esserci le condizioni) immaginare di ampliare l’offerta turistica.

Costruire di nuovo mentre il “vecchio” cade a pezzi è una ricetta da anni ‘70 – ’80 ormai defunta. Programmare nuovi resort in un Comune che ha già visto le sue storiche icone dell’ospitalità finire all’asta non è sviluppo, è sovraesposizione.

Senza una strategia che riempia prima “i posti letto esistenti” si trasforma Centola Palinuro in un parco di cubature destinate a restare vuote per l’80% dell’anno.
Un territorio senza servizi efficienti e senza una visione chiara, che vada oltre il ferragosto, non ha bisogno di nuovi resort, ma di un’iniezione di realtà!

In questo contesto, un Piano Urbanistico serio dovrebbe porre freno alle nuove cubature accelerando sull’ammodernamento e potenziamento di ciò che esiste già.

“Destagionalizzazione” è sempre la parola magica.
Tutti la professano ma pochi la vogliono davvero. Non si fa coi proclami, si fa col prodotto turistico.

Senza rigenerazione questo piano non segna il futuro, ne firma la trasformazione in un bel contenitore vuoto… in attesa della prossima stagione.